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Prestito erogato dal datore di lavoro ai dipendenti 2020


Finanziamento o prestito concesso dal datore di lavoro al dipendente: come chiedere ed ottenere un prestito aziendale per dipendenti nel 2020




Prestiti ai dipendenti e ai collaboratori da parte dei datori di lavoro: come funzionano, a chi richiederli? Sapevate che un qualsiasi lavoratore dipendente può chiedere un finanziamento al proprio datore di lavoro? Vediamo quali sono le caratteristiche di questa forma di credito. Dunque, un prestito erogato dal datore di lavoro in favore dei propri dipendenti, anche nel presente 2020, viene inquadrato tra i Fringe Benefits ossia tra i "benefici accessori". Quest'ultimi, sono "accessori" alla retribuzione cioè sono dei benefici che si aggiungono alla normale retribuzione monetaria e, oltre ad un finanziamento, possono essere, ad esempio, dei buoni pasto, un'auto aziendale, dei servizi di educazione ed istruzione, prodotti aziendali a prezzo di favore, etc. Appurato che anche i prestiti concessi dal datore di lavoro sono da considerarsi a tutti gli effetti un fringe benefit, vediamo i punti salienti di questo tipo di finanziamento che, di solito, viene chiesto ed erogato in grosse realtà aziendali sebbene può essere richiesto anche ad un piccolo datore di lavoro.

Prestito aziendale al dipendente: il datore di lavoro può rifiutarlo? Ebbene, a diffferenza della cessione del quinto la quale non può essere rifiutata, nel caso di un finanziamento chiesto direttamente al nostro "capo", abbiamo bisogno del suo consenso in quanto egli può, legittimamente, rifiutarci il prestito. Poi, vediamo qual'è la natura del finanziamento aziendale a dipendenti. Trattasi di una rara forma di prestito sia personale sia finalizzato: del primo ha in comune la liquidità ottenuta, mentre del secondo ha in comune la motivazione. Infatti, la richiesta di prestito al datore di lavoro deve essere adeguatamente motivata il chè, malgrado la liquidità (erogazione di contanti), lo rende simile al prestito finalizzato (vincolato verso una determinata spesa). Ancora, da dove arriva la somma che il nostro datore chi concederà in prestito? Il finanziamento può essere erogato o con fondi aziendali oppure il datore può stipulare convenzioni con i tradizionali istituti di credito (banche e finanziarie) a volte accollandosi una quota degli interessi. A proposito di quest'ultimi: prestito aziendale a tasso zero? Si, protrebbe essere, ma esaminiamo 3 ipotesi distinte e separate in quanto ognuna delle quali ha una sua importanza.

Prestito concesso dal datore di lavoro al dipendente & tassi di interessi. Vediamo i tre casi: 1) il datore può concederci un prestito al tasso medio di mercato. Perchè accettarlo? Per vari motivi: anzitutto per instaurare un rapporto di maggiore fiducia con il nostro "boss", ma, soprattutto, quando non abbiamo diritto alla cessione (il datore ha meno di 16 dipendenti) o comunque quando il sistema creditizio ci ha negato un finanziamento; 2) trattasi dell'ipotesi usuale: a tasso agevolato, ridotto, rispetto quello di mercato! In questo caso, l'agevolazione sul tasso di interesse fa sì che il prestito erogato dal datore di lavoro sia più conveniente sia della cessione o di altro prestito personale. 3) un prestito aziendale in busta paga senza interessi. L'avevamo anticipato chiamandolo prestito a tasso zero. Tuttavia, qualunque sia la soluzione tra quelle (tre) su esposte, esiste comunque una convenienza che è da ascrivere sul piano fiscale e contributivo: infatti, fiscalmente parlando, la tassazione sui prestiti ai dipendenti è più conveniente rispetto agli altri finanziamenti in quanto, secondo il T.u.i.r. (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), si paga il 50% sulla differenza tra il Tus o Tur (BCE) oppure a quello praticato dal mercato e quello a cui è stato in effetti concesso il prestito. Poniamo un esempio: il tasso di mercato di un prestito omologo è al 3% ma il nostro datore ce lo eroga all'1%. In questo caso, la tassazione sarà dell'1% e così determinata: 3% - 1% = 2%. Poi, il 50% di 2% = 1%.
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Come ottenere un prestito aziendale: la procedura per ottenerlo è semplice e molto generica. Di solito, le grosse aziende hanno un loro modulo richiesta di prestito aziendale personalizzato con tanto di logo. Ma, a prescindere dal modello, dalla lettera, fac simile o come lo e/o la si voglia chiamare, utilizzato dalla singola azienda, la richiesta di finanziamento contiene sempre i medesimi elementi: dati identificativi del contratto del dipendente, importo del prestito, periodo di rimborso (anni e numero rate), motivi del finanziamento, modalità di erogazione: l'unico dato che potrebbe mancare è quello relativo al tasso applicato il quale sarà determinato dal datore di norma con una lettera con la quale accoglie la richiesta di prestito. Come chiedere un prestito aziendale qualora il nostro datore di lavoro non abbia un modulo di richiesta standard? Non è un problema: in questo caso, abbiamo preparato un fac simile richiesta prestito al datore di lavoro in pdf scaricabile gratuitamente presso: fac simile richiesta prestito al datore di lavoro.
Periodo di rimborso di questa tipologia di credito: essendo paragonabile ad un prestito personale, anche quello erogato dal nostro datore non supera il decennio. Se vi interessa un periodo maggiore, confrontate prestiti personali a 15 anni e 180 mesi
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Prestiti concessi dal datore di lavoro